Tapì S.p.A. ottiene la medaglia d’argento EcoVadis, dimostrando il suo impegno verso la sostenibilità

tapigroup 3 Giugno 2021 0

Tapì S.p.A. ha ottenuto la medaglia d’argento come riconoscimento del rating EcoVadis, il più grande fornitore al mondo di valutazioni di sostenibilità aziendale, che considera le performance in tema ambientale, sociale ed etico.

Il processo di certificazione della sostenibilità, attraverso un attento percorso di analisi e verifica di tutti i processi e parametri richiesti, ha portato all’ottenimento di un riconoscimento fondamentale per la stessa azienda.

Partecipare al rating EcoVadis e ottenere una medaglia d’argento è stato un obiettivo prioritario di Tapì S.p.A. per continuare a rafforzare la qualità, l’efficienza, la trasparenza e la sostenibilità dei metodi produttivi, dei servizi e dei prodotti resi ai propri clienti e per promuovere in tutta l’Organizzazione tale cultura.

‘’Siamo fieri di aver raggiunto questo risultato che per Tapì rappresenta un mezzo per esprimere la propria politica di sostenibilità. Un eccellente lavoro di squadra, grazie a tutti!

Altri progetti in ambito ESG sono in corso a livello di Gruppo, contiamo di raggiungerli presto.’’

Questo il commento di Martino Vettorazzi, Responsabile della Qualità di Tapì S.p.A.

Dopo l’ottenimento della certificazione ISO 9001 e l’iscrizione al portale Sedex, che certifica l’eticità dei processi aziendali, l’ottenimento del riconoscimento EcoVadis conferma un risultato di eccellenza e il desiderio dell’azienda di perseguire i suoi obiettivi di miglioramento in termini di sostenibilità, oltre che l’ulteriore rafforzamento dell’immagine di Tapì presso i propri Clienti, ad oggi sempre più attenti nel collaborare solo con realtà riconosciute e validate da Enti certificatori accreditati.

Scarica il comunicato stampa

Scarica la certificazione EcoVadis

Cinque trend nel mondo whisky per questo 2021

tapigroup 31 Maggio 2021 0

Secondo una recente ricerca condotta dall’Istituto Superiore della Sanità, l’home delivery ha portato ad un’impennata del 250% di bevande alcoliche consumate tra le mura domestiche, complici i vari lockdown e gli aperitivi in videochat. Questo dato non deve però preoccupare: in linea di massima, ad oggi i consumatori scelgono di bere meno ma meglio, prediligendo la qualità alla quantità.

Questa tendenza riguarda anche tutto il mondo del whisky, che non si è affatto fermato durante la pandemia. In quest’ultimo anno è stato comunque lanciato un numero significativo di nuovi prodotti, più o meno innovativi, che ci fanno comprendere che il settore è in continua espansione.

Ma quali i whisky trend per questo 2021? In occasione della Giornata Mondiale del Whisky, celebrata qualche giorno fa, abbiamo deciso di analizzare le nuove tendenze di quest’anno.

Cambio del target

Rispetto al passato, quando il whisky veniva consumato da un target prettamente maschile e di età avanzata, oggi gli amanti di questa bevanda sono sia donne che uomini, anche di giovane età (sopra i 25 anni). Questo trend si sta manifestando in tutto il mondo e sembra che il whisky sia il distillato preferito di questa nuova generazione di bevitori.

Soprattutto il whisky irlandese pare stia spopolando. Grazie alla sua natura tradizionale accessibile, è il punto di accesso a questo distillato per tutti i Millennials.

Tradizione 2.0

In questi ultimi anni è aumentato l’interesse nel far rivivere la tradizione, sia nei metodi di produzione che nelle ricette, riportandole così in vita con un tocco moderno. Questa attualizzazione del passato è sicuramente un’importante tendenza per questo 2021, utile a coinvolgere le nuove generazioni che possono così scoprire storia e curiosità legate ai brand e ai loro prodotti.

Sulla base di questo trend, diverse distillerie stanno ricreando delle vecchie ricette in termini di ingredienti utilizzati, dando però una nuova interpretazione grazie a delle tecniche di maturazione più moderne, utili a produrre sfumature distintive di gusto.

L’esperienza al centro

I consumatori, soprattutto appartenenti alla generazione dei Millennials, sono alla ricerca costante di nuove esperienze e questo si trasferisce anche nel modo in cui si avvicinano e apprezzano nuovi whisky.

Nell’ultimo anno, a causa della pandemia che ha colpito tutto il mondo, le persone si sono dimostrate molto interessate a partecipare ad esperienze virtuali in cui poter degustare, scoprire e imparare di più su questo mondo, il che apre a nuove opportunità per il futuro con eventi virtuali e fisici per coinvolgere e creare relazioni con il proprio target.

Demistificazione del prodotto

In passato vi era un fermo snobismo nei confronti del whisky, che ha comportato la diffusione di pregiudizi nei confronti del distillato e di tutto ciò che può offrire. Chiaro è che ogni consumatore ha un proprio gusto, diverso da quello di chiunque altro, e la parola d’ordine è “sperimentare”.

In un periodo storico come quello attuale è molto difficile che i consumatori si affezionino ad uno stile specifico. Semplicemente desiderano spaziare tra diverse sfumature di gusto, rendendo l’apprezzamento del prodotto ancor più divertente.

Spazio a nuove zone di produzione

Sappiamo bene che il whisky viene prodotto in alcune zone storicamente note e caratteristiche, quali Scozia e Irlanda, o il Giappone. Eppure, sembra che per questo 2021 si affermeranno anche alcune zone meno famose in questo settore.

Una su tutti è Taiwan, sede della distilleria Kavalan che negli anni scorsi ha vinto parecchi riconoscimenti. La sua assoluta particolarità geografica, essendo incastonata tra le montagne Yilan e il mare, gode di venti montani e correnti d’aria in grado di accelerare il tempo di maturazione del whisky. L’unicità di questo microclima è responsabile dell’unicità dei prodotti, candidando Kavalan a diventare una delle frontiere più interessanti ad est della Scozia.

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Personalizzare il packaging è determinante

tapigroup 16 Aprile 2021 0

Un packaging personalizzato non aiuta solo nel processo di brand awareness, ma va anche a beneficio delle vendite e dell’immagine aziendale.

Il packaging è uno tra gli elementi fondamentali nel marketing mix, in quanto comunica le caratteristiche e l’identità di un prodotto già dal primo sguardo e, quando ben fatto, aiuta nel processo di vendita. Da semplice elemento progettato per contenere, conservare e trasportare il prodotto, il packaging è sempre di più uno strumento di comunicazione molto importante, in quanto si tratta della prima percezione che un consumatore ha del prodotto.

Legato a questo si apre poi un altro ampio tema, ovvero la personalizzazione del packaging, fondamentale per distinguere un bene da un altro e per sottolineare i valori o i messaggi che un brand desidera comunicare ai propri clienti.

I vantaggi della personalizzazione del packaging

Al di là del delineamento di caratteristiche e peculiarità di un marchio, la personalizzazione del packaging porta ad altri vantaggi. Vediamoli in seguito.

Fidelizzazione del cliente

Ogni attività al mondo si basa su una percentuale, che può essere più o meno alta, di clienti abituali e ricorrenti. Il packaging è senza dubbio un elemento fondamentale che guida l’abitudine all’acquisto, soprattutto quando si lega ad una precisa “selling proposition”.

Facciamo un esempio pratico ed immaginiamo un’azienda che produce vino, da anni è impegnata a realizzare i suoi prodotti in maniera quanto più possibile ecosostenibile. In questo caso la scelta dovrà necessariamente ricadere su un packaging che sappia esprimere i valori aziendali, magari scegliendo come chiusura della bottiglia Devin di Tapì: il tappo sostenibile dedicato al mondo vino, ricavato dagli scarti di vinaccia altrimenti destinati allo smaltimento.

Il packaging pone le basi per la customer experience, riaffermando anche i motivi per cui un cliente ha scelto una data azienda e uno specifico brand. Ecco perché deve essere coerente: per convincere il consumatore a scegliere di nuovo lo stesso brand dopo il primo acquisto.

Raccontare il marchio

La prima immagine che un potenziale cliente ha di un prodotto è proprio il packaging. Esso deve rispecchiare le aspettative e deve essere coerente con uno story-telling che sia in grado di raccontare le peculiarità, le caratteristiche, la qualità dell’offerta e del brand che la propone.

Facciamo anche qui un esempio pratico.

Un whisky super premium, studiato per un target molto specifico, dovrà essere racchiuso in una bottiglia, e conseguentemente sigillato da una chiusura, che ne esprima le qualità ad un primo sguardo. In aiuto arriva la gamma Signature by Tapì che, grazie ai suoi materiali preziosi come il legno e la ceramica, è in grado di valorizzare qualsiasi packaging.

Rafforzare il branding

Al di là dello studio del packaging, focalizzato sulle caratteristiche del prodotto che si vuole raccontare, personalizzazione può significare anche posizionare alcuni degli elementi grafici del brand sulla confezione al fine di migliorare il processo di awareness. Questo può significare scelta dei colori del marchio per decorare l’etichetta o il tappo, ma anche utilizzo di una bottiglia o elementi di decoro che esprimano i valori aziendali.

Focalizzandoci prettamente sul mondo chiusure dedicate al premium beverage, mercato nel quale Tapì opera da più di vent’anni, si può tranquillamente affermare che la personalizzazione è ormai diventato un elemento imprescindibile, nonché uno dei valori più grandi da trasmettere al cliente attraverso l’esperienza e la conoscenza specifica di tecnologie, materiali e applicazioni.

Alcuni esempi possono essere la personalizzazione di colore, l’applicazione di loghi o scritte tramite stampe o incisioni, o ancora tecniche particolari di lavorazione dei diversi materiali che garantiscono effetti artigianali davvero unici.

In conclusione

Indipendentemente da quale sia il tuo prodotto esiste sempre una concorrenza e anche la più piccola sfumatura può aiutarti ad attirare l’attenzione del consumatore e convincerlo all’acquisto.

Un packaging personalizzato di qualità può essere il valore aggiunto che crea l’effetto wow tanto desiderato dalle aziende. Inoltre, assicura che il nome del tuo brand venga associato a determinati valori, restando impresso nella mente anche dopo il completamento della transazione.

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Intervista St.Urban

tapigroup 22 Marzo 2021 0

  • St. Urban è una tra le poche distillerie in Italia a produrre whisky di altissima qualità. Com’è nata l’idea?

L’idea di aprire una distilleria di whisky in Italia nasce innanzitutto dalla mia grandissima passione per questo distillato. Al fine di dare vita al mio progetto, ho trascorso del tempo all’estero per visitare diverse distillerie, ma soprattutto per cogliere i segreti della produzione del whisky. Ed ecco che al mio rientro in Italia, apro la mia distilleria St. Urban, che è tuttora una delle pochissime a produrre whisky nel Bel Paese.

  • Quali sono le caratteristiche di St. Urban e quali difficoltà nel produrre un distillato come il whisky in Italia?

Il segreto del St. Urban Single Malt sta nel pro­cesso di maturazione: un lento invecchiamento (di almeno 3 anni) in botti di Traminer Aromatico Passito, che determina il carattere unico e incon­fondibile di questo whisky.

In Italia, come accennato sopra, non c‘è la tradizione di produrre whisky e questo ha reso difficile procurarsi le materie prima di cui avevo bisogno: di alta qualità per creare un prodotto di alto livello.

  • Nell’ultimo anno, il COVID-19 ha rappresentato una sfida per tutti. Come ha impattato sul vostro lavoro?

Il periodo Covid è stato per noi molto complicato. Il 50% della nostra attività si sviluppa nel nostro punto vendita a Cornaiano, in Alto Adige, zona prettamente turistica. I nostri clienti, infatti, sono soprattutto quest’ultimi e dall’inizio della pandemia ci sono stati solo 4 mesi di turismo.

  • Possiamo avere qualche anticipazione sui progetti futuri?

Tra circa 2 anni imbottigliamo il nostro rum, che sta ancora maturando all’interno delle botti. Non vediamo l’ora di poterlo lanciare sul mercato e di svelarvi i segreti della sua composizione.

  • Il packaging di Whisky St. Urban è un concentrato di eleganza e tradizione: dalla scatola in cui la bottiglia è racchiusa fino ad arrivare al tappo. Cosa vi ha spinto a scegliere proprio il nostro Luna argento della linea Signature wood Inspiration?

La nostra clientela è molto attenta alla qualità dei prodotti, ma ci siamo accorti che non è sufficiente la qualità del prodotto in sé, se non anche l’attenzione che viene dedicata al packaging. E‘ molto più probabile che il cliente acquisti una bottiglia ben presentata, con un tappo d’effetto e particolare. Abbiamo scelto di affidarci a Tapì nella scelta della chiusura più adatta al nostro prodotto premium ed ecco che Luna è diventato il tappo di St. Urban Single Malt. Un tappo a T in legno, della prestigiosa linea Signature di Tapì, verniciato in argento.

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Il packaging di lusso può essere sostenibile?

tapigroup 26 Febbraio 2021 0

Come la crescente attenzione nei confronti dell’ambiente sta cambiando il mondo del luxury packaging

Poiché i consumatori stanno dimostrando un’attenzione sempre più alta nei confronti dell’ambiente, e cercano di effettuare scelte sempre più sostenibili, anche le aziende si stanno muovendo per trovare soluzioni di packaging utili a ridurre l’impatto ambientale.

Questa tendenza ha fatto sì che molte aziende che operano nel settore del beverage packaging abbiano cambiato la propria mission, investendo sempre di più nella ricerca e lo sviluppo di alternative green. Per esempio, è di qualche mese fa la notizia che Bacardi passerà alle bottiglie biodegradabili entro il 2023. Un segno che qualcosa si sta muovendo, in maniera decisa, per la salvaguardia dell’ambiente.

Ma se fino a poco tempo fa il termine packaging di lusso era tutto il contrario di packaging sostenibile, oggigiorno possiamo affermare che le due cose vanno a braccetto senza particolari ostacoli.

Ne sono esempio lampante i nostri prodotti Abor e T-Cask, creati grazie a degli innovativi processi produttivi che riutilizzano gli scarti derivati rispettivamente dalla distillazione e dalle botti arrivate al termine del proprio ciclo di vita per creare chiusure all’avanguardia e dedicate a prodotti premium e super premium, ma anche Duo, la chiusura che permette di separare agevolmente la testa dal gambo per consentire un corretto riciclo.

La sfida del lusso sostenibile

Fino a poco tempo fa, i brand prestigiosi e i loro clienti spesso si concentravano per lo più sull’estetica del packaging anziché sull’ecocompatibilità dello stesso, ma ora l’intero settore sta cambiando la sua rotta.

Il compito di produrre elementi di packaging ecologici, che siano applicabili anche al mondo del premium beverage, è tutt’altro che semplice. La sfida è molto importante, in quanto ne va della salute dell’ambiente che ci circonda, ma c’è anche da sottolineare che oggi esiste una maggior consapevolezza rispetto al passato e l’equazione si è modificata in green = di tendenza. Il motore centrale di questo cambiamento sono stati gli stessi consumatori, che hanno apportato delle importanti modifiche alle proprie abitudini di acquisto verso scelte più sostenibili per l’ambiente.

Quello del green è un trend al quale stiamo assistendo già da diversi anni ma, a seguito della pandemia da COVID-19, si è ulteriormente rafforzato negli ultimi 12 mesi. Secondo le statistiche McKinsey, durante il primo lockdown, le persone hanno optato per uno stile di vita più sostenibile, posto una maggior attenzione al riciclo e acquistato prodotti con un packaging più attento all’ambiente. Ecco perché, allo stato attuale, è una tendenza che non si può più ignorare nel mondo del lusso.

Packaging sostenibili: la scelta delle aziende

In questi ultimi anni, anche le aziende nel mondo luxury hanno invertito la tendenza verso pratiche più sostenibili. Tra i precursori del settore troviamo sicuramente Gucci che, nell’oramai lontano 2010, ha lanciato i suoi packaging 100% riciclabili in carta certificata FSC (Forest Stewardship Council).

Focalizzandoci prettamente sul mondo beverage, molti produttori stanno sviluppando attivamente delle soluzioni più sostenibili senza impattare sul concetto di lusso. Al di là dell’esempio di Bacardi effettuato all’inizio dell’articolo, tra i brand impegnati nella salvaguardia ambientale troviamo anche Westland Distillery, che utilizza solo risorse naturali per la produzione, e Copper & Kings, che sfrutta l’energia solare per l’approvvigionamento di elettricità.

Questo significa che, oltre ai materiali, le aziende stanno adottando delle misure in grado di rendere i processi di produzione maggiormente eco-compatibili. Anche in Tapì ci stiamo muovendo in questa direzione da anni, investendo molto in ricerca e sviluppo di nuove soluzioni in grado di ridurre l’impronta di carbonio. Ne è esempio la tecnologia NEOS, lanciata nel 2020, che utilizza polimeri da fonte rinnovabile mantenendo inalterate le prestazioni dei prodotti e la loro estetica, agendo sull’origine delle materie prime e non sulle loro performance.

Packaging sostenibile e di lusso: il futuro

Quanto detto fino ad ora ci fa comprendere che anche i produttori si stanno realmente impegnando per ridurre il proprio impatto ambientale attraverso i processi produttivi e / o i materiali utilizzati, il che è certo un passo importante nella giusta direzione.

Guardando al futuro sembra ovvio che le aziende continueranno a migliorare l’eco-compatibilità degli imballaggi, magari in favore delle bioplastiche, in grado di fornire il medesimo impatto estetico dell’alternativa non sostenibile, o di altri materiali green più semplici da riciclare o riutilizzare una volta assolto il proprio compito.

Approfondisci: i trend del beverage packaging design per il 2021

In conclusione

Alla luce degli esempi che abbiamo visto, oggigiorno possiamo dire con certezza che anche il packaging di lusso può essere sostenibile. L’intera industry si è evoluta con innovazioni che non hanno nulla da invidiare, a livello estetico e / o prestazionale, alle alternative meno green.

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Intervista Fred Jerbis

tapigroup 10 Febbraio 2021 0

  • Fred Jerbis è un nome molto interessante a accattivante. Potete raccontarci cosa significa e cosa vi ha ispirato a chiamare così il vostro brand?

Fred Jerbis sta per “le erbe di Federico”. Abbiamo scelto un nome d’ispirazione friulana proprio per dare risalto ed importanza al nostro territorio, fondamentale per la creazione dei nostri prodotti, infatti Fred Jerbis è un progetto che comprende una linea di liquori e distillati, tutti contraddistinti da un forte legame con il territorio.

  • Cosa vi ha spinto ad entrare nel settore liquori e distillati e dove avete acquisito le conoscenze necessarie?

 In realtà tutto nasce dalla mia passione per le piante, e per quei prodotti che hanno come base principale le botaniche; da lì, la mia attenzione si è incentrata prima sul gin, e successivamente sui principali liquori della tradizione italiana. Mi sono così convinto che era possibile pensare ad una linea di spirits, capace di raccontare il Friuli e l’Italia, in modo autentico e artigianale. La mia esperienza nel mondo dei cocktail inizia nel 2000; in un primo periodo ho fato esperienze tra Italia e Spagna, mentre nel 2008 sono rientrato in Friuli per aprire una mia scuola di formazione per barman e un cocktail bar a Polcenigo.

  • In un mercato così affollato come quello degli spirits, qual è la chiave del vostro successo? Cosa vi distingue dai competitor?

 FJ è un progetto di ricerca e sperimentazione nel mondo dei distillati e dei liquori. Crediamo che per creare prodotti originali, serva innanzitutto un punto di vista diverso ed in divenire, senza mai dare nulla per scontato, ma cercando sempre di guardare da una nuova prospettiva. Il progetto FJ ha due obiettivi distinti: il primo è di creare spiriti artigianali, in quantità limitate, utilizzando solo ingredienti di prima qualità; il secondo obiettivo che mi sono prefissato è quello di realizzare il miglior Negroni cocktail al mondo, così ho cercato di pensare oltre al singolo pro-dotto, ma piuttosto alla loro miscelazione.

  • L’attuale pandemia da COVID-19 ha avuto ripercussioni, in positivo o in negativo, sul vostro business?

Questa pandemia è stata destabilizzante soprattutto perché lavorando con il canale HORECA abbiamo risentito della chiusura delle attività, fortunatamente siamo riusciti a contenere le perdite grazie al sostegno di tanti appassionati, i quali durante il lockdown hanno scelto di continuare a bere Fred Jerbis.

  • Ci potete dare qualche anticipazione su progetti e prodotti futuri?

Al momento siamo focalizzati nella realizzazione di una distilleria e di un orto botanico per poter seguire tutte le varie fasi di produzione in modo ancora più scrupoloso. A livello di prodotti continueremo a proporre delle linee limited edition legate alle singole annate.

  • Secondo la vostra esperienza, quali sono i nuovi trend nel mondo spirits e cosa vedremo di nuovo nei prossimi anni?

Sinceramente non siamo in grado di dirvi quali saranno i nuovi trend, ci piacerebbe molto saperlo, ma quello che pensiamo è che i consumatori stiano evolvendo e siano sempre alla ricerca di prodotti di qualità. Questo è un aspetto sempre più importante e decisivo che, secondo noi, non può essere trascurato.

  • Parlando di packaging, quello adottato per i vostri prodotti rispecchia artigianalità e attaccamento alla tradizione. Avete studiato e scelto voi stessi i singoli elementi oppure vi siete rivolti ad un’agenzia specializzata?

Il nostro packaging ha una duplice funzione, da un lato quella di raccontare in modo semplice le botaniche utilizzate in ogni singolo spirit; dall’altro di trasmettere un senso di artigianalità, che è quello che contraddistingue i nostri prodotti. La creazione del marchio e della brand identity è stata un lavoro del nostro gruppo interno, con il quale abbiamo sviluppato il progetto. Abbiamo pensato che seguendo in prima persona anche questa fase, avremmo potuto dare ulteriore autenticità al progetto.

  • E ora un piccolo focus sul tappo. Cosa vi ha spinto a scegliere la nostra chiusura T-Wood per tutta la vostra gamma di distillati?

 Il tappo che abbiamo scelto è semplice, senza essere banale, curato nel dettaglio e pulito nelle linee.

Fred Jerbis ha scelto T-wood, della gamma Collection, con testa in faggio naturale personalizzata con stampa del logo a 1 colore.

Il gambo è sintetico, scelto appositamente per la sua neutralità organolettica, assemblato alla testa tramite co-iniezione. Questa tecnica innovativa evita l’utilizzo di collanti e qualsiasi rottura accidentale, garantendo una massima tenuta.

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Consigli di packaging design per il target Millennials

tapigroup 29 Gennaio 2021 0

Minimalismo, tecnologia, visual storytelling e sostenibilità: alcuni consigli di packaging design per coinvolgere il target dei Millennials

Secondo le ricerche, i Millennials attualmente possiedono un maggior potere d’acquisto rispetto a qualsiasi altra generazione. Per questo motivo sono diversi i brand che il prendono come target di riferimento per le proprie scelte di marketing, per gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e per l’ideazione di packaging innovativi e nuove strategie.

Questo target di clienti è, però, alquanto difficile da convincere e soddisfare: si stima infatti che sia fedele ai brand fino al 70 – 80% in meno rispetto alle altre. Ciò comporta una vera sfida per le aziende, che, al fine di conquistarli dovranno presentare una proposta di valore unica, differente, se non addirittura fuori dagli schemi. Un elemento che può attirare l’attenzione è proprio il packaging design.

Consigli di beverage packaging design per i Millennials

In questi ultimi anni sono state diverse le aziende nel mondo beverage che hanno attivato delle vere e proprie strategie di rebranding sui propri packaging per conquistare il target dei Millennials. Ad oggi è cambiata anche la concezione dell’imballaggio, che da semplice contenitore è diventato un mezzo per promuovere affidabilità e trasparenza degli ingredienti, ma anche potente strumento di marketing.

Ma vediamo ora quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un packaging studiato per il target dei Millennials.

Sì al minimalismo

I Millennials preferiscono il minimalismo, ma questo non significa che dovresti limitarti alla combinazione di colori in bianco e nero. Semplicemente dovresti giocare con layout e forme pulite, con un uso efficace degli spazi e della simmetria.

Soprattutto sulle bottiglie è importante che il consumatore possa leggere con facilità quanto indicato sull’etichetta. Confonderli con elementi troppo elaborati sarebbe di certo controproducente.

Da analogico a tecnologico

In questi ultimi anni, i consumatori hanno cominciato a prestare maggior attenzione alla virtualità dei prodotti e da qui si sono aperte molte strade per aggiungere la tecnologia al packaging.

Tra le innovazioni più utilizzate troviamo sicuramente i tag NFC, che permettono al consumatore di ricevere informazioni aggiuntive sul prodotto ed essere rassicurati sull’originalità dello stesso. A tal proposito, anche in Tapì abbiamo di recente lanciato una tecnologia di questo tipo applicata alle chiusure, i-Tap.

Raccontare una storia con il visual

I Millennials amano le storie. Passano ore su Instagram a sfogliare le stories per non perdersene nemmeno una. Per questa generazione le storie sono centrali e i brand hanno la possibilità di utilizzare questo strumento a proprio favore.

Ogni storia è unica e la differenza la fa il modo di raccontarla. Non funzionano più le immagini di stock e font già visti e rivisti. I Millennials considerano tutto ciò banale, ormai obsoleto e che porterebbe a danneggiare la brand reputation.

Se si vuole conquistare questo target si devono scegliere contenuti visivi originali che raccontino il valore e i benefit che si otterranno acquistando il prodotto e non solo il prodotto in sé.

Presta attenzione alla sostenibilità

Sempre più importante per i Millennials è l’attenzione, da parte dei brand, alla sostenibilità. Il green packaging era una tendenza già presente da diversi anni ma, con la pandemia da COVID-19, l’attenzione da parte dei consumatori si è fatta molto più forte.

All’esigenza dei Millennials di diminuire il proprio consumo di plastica stanno rispondendo diverse aziende. Per esempio, Bacardi ha annunciato che entro il 2023 lancerà delle bottiglie 100% biodegradabili.

Legandoci a questa vision, anche in Tapì stiamo progettando nuovi tappi che rispecchino i prodotti sostenibili dei nostri clienti. Abor, T-Cask e Devin, per esempio, sono dei processi di lavorazione che permettono di dare vita a molteplici linee di chiusure rispettivamente recuperando gli scarti di distillazione, le botti e la vinaccia, altrimenti destinati allo smaltimento. Poi abbiamo Duo, la chiusura dedicata al mondo spirits e cosmetico, completamente scorporabile nei suoi elementi e più facilmente riciclabile dal consumatore finale, ma anche Mekano, un progetto unico al mondo che ha dato vita ad un tappo innovativo e soprattutto riutilizzabile adatto a diversi settori.

In conclusione

I Millennials sono una generazione che ha bisogno di credere nei valori dei propri brand di riferimento ed il packaging è un ottimo modo per conquistarli.

Dalla scelta della bottiglia all’etichetta, passando per il tappo e il packaging secondario, ogni singolo elemento è fondamentale per raccontare la propria storia unica. L’imballaggio è in grado di influenzare la scelta di acquisto. Per questo motivo è importante non sottovalutarne l’importanza e saper individuare tutti i componenti necessari per far sì che il target si innamori del prodotto.

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Wine trends per il 2021

tapigroup 14 Gennaio 2021 0

Tutte le tendenze nel mondo vino a cui prestare attenzione quest’anno

Il consumo nel mondo vino, come quello delle bevande alcoliche in generale, sta sempre più vertendo verso prodotti “premium” e di qualità, grazie ad una maggior consapevolezza da parte dei consumatori rispetto ai prodotti acquistati.

Se, fino a prima, tali necessità erano più peculiarità dei Millennials, generazione in generale più attenta al benessere e alla sostenibilità, a seguito dell’attuale pandemia da COVID-19 possiamo dire con certezza che vi è stata un’importante sensibilizzazione anche in altre fasce d’età. Il contesto attuale ha quindi portato ad una delineazione molto chiara di quelli che saranno i wine trends per il 2021.

Maggiore attenzione nei confronti dei produttori e relativi brand  

I consumatori e amanti del vino sono molto attenti alle caratteristiche del prodotto: da qui il desiderio di discernere tra le diverse regioni vinicole, apprendere la personalità di un’azienda e gustare la storia presente dietro al singolo bicchiere.

Un consumo esperienziale che sta finalmente raggiungendo una consapevolezza molto più ampia.

I produttori sentono la necessità di raccontare la propria storia e il proprio prodotto, a partire dal packaging: la prima leva di marketing utilizzata per distinguersi all’interno degli scaffali dei negozi specializzati.

A tal proposito, di recente in Tapì abbiamo introdotto Devin: una chiusura dedicata al mondo vino derivata dai residui di vinaccia, destinati allo smaltimento. Grazie all’adozione di questo tappo è possibile trasmettere i valori aziendali legati alla sostenibilità.

Ricerca esperienziale e scoperta di nuovi mercati Scoprire nuove aree di produzione

Dai produttori più piccoli alle regioni vinicole meno conosciute, il 2021 è l’anno in cui i consumatori saranno alla ricerca di gusti singolari e ricercati.

Per esempio, se pensiamo ai vini piemontesi ci vengono subito in mente il Barolo e il Barbaresco. Ma in quanti conoscono vini prelibati e tipici come il Cortese, il Timorasso e l’Arneis?

Anche i vini rossi della Valle del Douro sono spettacolari e il Portogallo resterà una tra le zone più esplorate per questo nuovo anno entrante. Saranno in forte crescita anche i vini, oggigiorno poco conosciuti, della Georgia, Moldavia, Croazia e Ungheria. I vini dell’Europa orientale, compresa la Grecia, occuperanno una buona fetta di mercato, sempre grazie al maggior desiderio di sperimentazione e di scoperta.

Crescita del vino naturale

Il vino naturale, definito così per i pochissimi interventi nel processo di fermentazione, è in grande espansione.

Secondo una ricerca a cura di IWSR (International Wine & Spirits Research), entro il 2023 in Italia, Spagna e Francia si produrranno oltre 2 miliardi di bottiglie di vino naturale. Stime che partono dalla crescita registrata dal 2018 fino ad oggi.

Certo è che nel vino bio, anche il packaging deve rispecchiare i valori di sostenibilità che possono essere esaltati dall’etichetta (ad esempio in carta riciclata) e, soprattutto, da un tappo eco sostenibile.

Evoluzioni sostenibili del packaging

Infine, ma non certo per importanza, troviamo i cambiamenti nel mondo del packaging design legato al mondo vino.

Sempre di più si cercheranno delle alternative sostenibili rispetto a quelle attuali. Non per niente, qualcuno sta sperimentando la vendita di vino in lattina, in brik o in altri formati particolari anche se ad oggi queste soluzioni sono difficili da proporre a mercati di tipo premium. Ecco perché anche in Tapì stiamo studiando nuove soluzioni di a chiusura in grado di combinare aspetti di funzionalità, estetica e soprattutto di sostenibilità ambientale.

In conclusione

Abbiamo molto da aspettarci a livello di wine trends per il 2021. Che si tratti di raccontare storie dietro al prodotto, scovare nuove aree di produzione, esplorare la sostenibilità del vino naturale e nuove soluzioni di packaging, è oramai certo che in questo nuovo anno avremo più scelta che mai.

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La chiusura perfetta per ogni condimento: scopri quella più adatta al tuo prodotto

tapigroup 28 Dicembre 2020 0

Scegliere la giusta chiusura è importante per preservare al meglio il tuo olio d’oliva, aceto balsamico o altra tipologia di condimento.

Anche nel mondo condimenti è fondamentale prestare attenzione alla tipologia di chiusura per sigillare il prodotto.

Nel mercato dei condimenti esistono diverse tipologie di prodotti suddivisi su diversi segmenti di posizionamento per qualità e prezzo. L’olio extra vergine d’oliva, la nuova categoria di oli “ultra premium”, gli aceti balsamici tradizionali e quelli IGP ad esempio sono tutti prodotti di fascia elevata che si distinguono per i loro meticolosi processi produttivi e per l’attenzione ai dettagli.

In un contesto di questo tipo, dove la concorrenza è sempre più alta e le esigenze sempre in evoluzione, il packaging diventa la chiave per distinguersi. La bottiglia, così come la chiusura, non funge più da mero involucro, bensì si trasforma in strumento di marketing e di vendita. A maggior ragione, trattandosi di condimenti premium o ultra-premium è importante che il packaging sia in grado di preservare le caratteristiche organolettiche del prodotto, senza intaccarle in alcun modo.

Un piccolo passo indietro

Le prime testimonianze sull’utilizzo dell’olio risalgono al 4000 a.C., in Armenia e Palestina, ma anche in India. Fu però nel 2500 a.C. che i Greci diffusero la coltivazione degli ulivi nelle zone mediterranee, cominciando così la storia del condimento come la conosciamo oggi. Più o meno nello stesso periodo, si hanno le prime tracce di produzione dell’aceto.

Entrambe le tradizioni furono portate avanti dagli Antichi Romani, conosciuti come amanti dei banchetti, fino ad arrivare ai giorni nostri con un solido attaccamento alla tradizione, seppur alla costante ricerca di innovazione.

Il packaging nel mondo condimenti

In linea di massima, i condimenti non amano molto la luce. Soprattutto gli oli premium, infatti, vengono racchiusi in bottiglie scure per far sì che il contenuto si preservi nel tempo. Si tratta quindi di liquidi delicati, che meritano la giusta cura anche nella chiusura.

Proprio per questo motivo, in Tapì abbiamo creato una linea di tappi versatori pensati per oli e aceti premium ed ultra-premium. Si tratta prettamente di tappi a T con un versatore al proprio interno che garantisce una versata perfetta, tagliando la goccia e senza sprechi.

I tappi versatori: cosa sono e perché sceglierli

Come spiegato poco sopra, i tappi versatori sono dei tappi a T che hanno un versatore incorporato al proprio interno. La scelta di questo tipo di chiusura per i propri condimenti permette di ottenere un perfetto dosaggio, con un’incredibile esperienza d’uso, e allo stesso tempo offrire una protezione ideale al prodotto. Il tutto senza dimenticare l’originalità e l’impatto estetico del tappo.

All’interno della gamma Collection firmata Tapì è possibile trovare molteplici tipologie di chiusure dotate di versatore, che possono essere totalmente personalizzate sia nella testa, sia nel gambo. Vediamoli insieme di seguito.

Alu-Mix

Alu-Mix Tapì è la chiusura bar top in modalità versatore con testa in alluminio e gambo in materiale sintetico. Tra le personalizzazioni disponibili troviamo:

  • Top e / o side embossing,
  • Top debossing,
  • Top e / o side print,
  • Wet effect
  • Diamond side embossing.

La testa in alluminio può essere personalizzata in qualsiasi colore e il gambo versatore può essere in materiale sintetico oppure creato mediante NEOS, la tecnologia innovativa Tapì che utilizza polimeri da fonte rinnovabile, riducendo così l’impronta di carbonio del prodotto.

Ghost Charm

Ghost Charm è la chiusura bar top in modalità versatore con testa in alluminio e gambo in materiale sintetico trasparente. Differisce da Alu-Mix per il materiale del versatore, mentre le personalizzazioni possibili sulla testa sono le medesime.

Ghost Classic

Ghost Classic è la chiusura bar top in modalità versatore con testa in legno e gambo in materiale sintetico trasparente, in grado di completare il packaging con un design essenziale. Tra le personalizzazioni disponibili:

  • Top e / o side print,
  • Medaillon,
  • Laser,
  • Fire branding,
  • Top e / o side color filling.

I legni con cui è possibile creare Ghost Classic sono il faggio, il frassino e il rovere, con possibilità di finitura lacquering, tumbling o soft touch.

Ghost Crystal

Ghost Crystal è una chiusura bar top in modalità versatore con testa e gambo in materiale sintetico trasparente. Per sua stessa natura, su questa tipologia di tappo non sono previste personalizzazioni.

Mono-Mix

Mono-Mix è la chiusura bar top in modalità versatore con testa e gambo in materiale sintetico. Tra le personalizzazioni disponibili troviamo:

  • Top embossing,
  • Top debossing,
  • Top hot stamp,
  • Smooth side.

Anche in questo caso è possibile personalizzare il colore secondo la propria personale palette ed il versatore è disponibile anche con tecnologia NEOS.

Di Mono-Mix abbiamo creato anche una versione Mini, con gambo da 13, 14 o 16 mm.

Starlight Mix

Starlight Mix è la chiusura bar top in modalità versatore con testa in materiale sintetico trasparente e gambo in materiale sintetico saldati a ultrasuoni. Molte le personalizzazioni disponibili:

  • Top head e / o side print,
  • Under head print,
  • Top leg hot stamp,
  • Medaillon,
  • Customized leg color,
  • Transparent ring,
  • Metallic ring.

Anche in questo caso è possibile prediligere la versione versatore con tecnologia NEOS. Inoltre, è possibile creare delle sfumature speciali di brillantezza a partire dalla testa. Puoi approfondire qui.

T-Mix

T-Mix è la chiusura bar top in modalità versatore con testa e gambo in materiale sintetico. Le personalizzazioni disponibili sono:

  • Top print,
  • Bordolese,
  • Clear white.

Questa chiusura può essere customizzata a livello di colore sia nella testa che nel gambo, il quale può anche essere creato attraverso la tecnologia NEOS.

W-Mix

W-Mix è la chiusura bar top in modalità versatore con testa in legno e gambo in materiale sintetico. Di seguito le personalizzazioni disponibili:

  • Top e / o side print,
  • Medaillon,
  • Laser,
  • Fire branding,
  • Top e / o side color filling.

I legni con cui è possibile plasmare W-Mix sono il faggio, il frassino e il rovere, con possibilità di finitura lacquering, tumbling o soft touch. W-Mix è disponibile anche in versione Mini, con gambo da 13, 14 o 16 mm.

Infine, è di recente nato un nuovo prodotto: frutto dell’unione di due dei nostri bestseller: Starlight Mix Ghost Edition. Interamente realizzato in materiale sintetico trasparente. Richiedi informazioni.

In conclusione

In Tapì abbiamo creato molteplici tappi versatori che possono essere utilizzati nel mondo condimenti. Tra i vantaggi degli stessi, ricordiamo sicuramente la versata perfetta, continua e senza riflussi, ma anche la massima tenuta e capacità di preservazione del liquido.

Contattaci per avere maggiori informazioni.

Nuove opportunità per la creazione di un packaging design unico. Intervista a Marcos Ramos Silveyra, Direttore Vendite Tapì Sud America.

tapigroup 15 Dicembre 2020 0

Le tendenze principali che ravviso nel mercato degli spirit si possono riassumere in due parole: differenziazione e premiumizzazione, intesa come un incremento nella domanda di prodotti sempre più differenziati.

Lo dimostra la nostra collaborazione con aziende di rilievo nel panorama internazionale, come la Owens Illinois in Colombia, che ad oggi produce bottiglie della migliore qualità in Sud America. Tale richiesta di prodotti di qualità è adatta all’offerta di Tapì, perché i nostri punti di forza sono il design e la capacità di personalizzazione dell’offerta sul singolo cliente. Un terreno decisamente fertile per la nostra azienda, in un mercato che valorizza questo livello di qualità.

Vedo Tapì come una grande, potente famiglia, che ha grandi possibilità di espansione. L’80% dei produttori del Sud America non ha ancora una soluzione nazionale, né continentale per la fornitura di tappi per i propri prodotti. Questo la dice lunga sulle opportunità che un’azienda come la nostra può individuare e cogliere nel mercato continentale. È il caso del Brasile, il più grande paese del Sud America, la cui produzione di distillati è superiore a quella di tutti gli altri paesi del continente messi insieme. In questo caso, la sfida consiste nel fatto che il 99% della produzione di spirit come l’aguardiente e la cachaça è destinato al consumo interno, quindi il livello di consapevolezza del marchio è piuttosto basso in tutta la gamma. Ma se questi superalcolici cessassero di essere considerati un prodotto di fascia medio-bassa, potremmo avviare un dialogo molto proficuo con i produttori. Altre opportunità interessanti sono costituite dal pisco cileno, il distillato di uve autoctone, per il quale vi è una forte richiesta. E poi c’è il rum, sempre molto ambito all’estero.

Tapì deve correre il rischio di convertire ogni sua succursale da locale a globale. Credo che dovremmo identificare tutti i distaccamenti aziendali attraverso un’unica immagine corporate, parificando le potenzialità del marchio e dei servizi dei vari distretti produttivi, a prescindere dalla loro sede.

Un cliente del Regno Unito non dovrebbe preoccuparsi di richiedere i servizi da Tapì Italia o da Tapì America o Sud America. Siamo un’azienda internazionale, quindi dobbiamo rendere tale anche i nostri prodotti, attraverso una strategia di branding sempre più forte e coerente.

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