Arriva NEOS, la nuova tecnologia Tapì per ridurre la carbon footprint dei prodotti

tapigroup 24 Settembre 2020 0

NEOS è l’innovativa tecnologia firmata Tapì in grado di ridurre l’impronta di carbonio dei prodotti, in questo caso specifico delle chiusure dedicate al mercato beverage, mediante l’adozione di polimeri derivati da fonti rinnovabili.

Alla base di NEOS troviamo una costante ricerca di nuovi materiali in grado di eliminare completamente l’utilizzo di fonti petrolifere, lasciando spazio a materie prime originate da fonti eco-sostenibili, a parità di prestazioni ed idoneità in campo alimentare.

Grazie all’utilizzo della tecnologia NEOS è possibile mantenere inalterate le prestazioni e l’estetica di tutte le creazioni Tapì, promuovendo l’utilizzo di materie prime generate da fonti rinnovabili ed agendo sulla loro origine senza intaccare in alcun modo le prestazioni tecniche.

La tecnologia NEOS è parte integrante del progetto di Tapì denominato “LEI – Low Environmental Impact, acronimo che definisce la mission aziendale di Tapì: contribuire all’abbassamento dell’impatto ambientale, prendendoci cura del nostro Pianeta.

La sostenibilità è, da anni, al centro dei valori e della strategia di Tapì e con NEOS ci impegniamo giorno dopo giorno a creare dei sistemi di chiusura che preservino l’ambiente, riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza.

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Packaging design per prevenire rifiuti, sprechi ed emissioni

tapigroup 16 Settembre 2020 0

L’intera industry del packaging ha oggi una grandissima responsabilità nell’aiutare a salvaguardare il pianeta dall’invasione di plastica e rifiuti. Ecco cosa sta cambiando.

La crisi sanitaria derivata dal COVID-19 ha rallentato il sovrasfruttamento delle risorse naturali ma, in ogni caso, il 22 agosto 2020 abbiamo vissuto l’Earth Overshoot Day. Questa giornata, in ritardo di oltre tre settimane rispetto al 2019, ha segnato l’esaurimento delle risorse naturali che il pianeta mette a disposizione annualmente. In pratica, allo stato attuale, è come se l’umanità avesse bisogno di 1,6 pianeti per soddisfare il suo fabbisogno.

Sono molti i consumatori sempre più preoccupati dall’impatto negativo che l’uomo ha sul pianeta: emissioni eccessive di carbonio, cambiamento climatico e l’infinità di plastica che inquina mari e oceani sono le problematiche maggiori (ma non le uniche) contro le quali l’intera umanità sta facendo i conti in questi ultimi anni.

Gran parte delle difficoltà scaturiscono dalla natura consumistica e capitalista a cui siamo abituati, che alimenta l’ossessione per l’acquisto di merci non sempre rispettose dell’ambiente.

Il fast fashion e l’elettronica sono due dei principali settori colpevoli. Il Regno Unito, per esempio, ha il più alto consumo di vestiti nuovi in ​​Europa, con una stima di 23 milioni di capi di abbigliamento buttati in discarica nel 2017.

Anche il mondo beverage, nonostante non sia nel mirino, da anni si è adattato alla ricerca di soluzioni sempre più sostenibili per l’ambiente. Anche in Tapì cerchiamo di dare il nostro contributo investendo in ricerca e sperimentando nuove tecnologie e processi produttivi, che permettono di seguire flussi di lavoro ottimizzati e con meno sprechi. Inoltre consentono di creare chiusure sostenibili partendo da materie prime vegetali o riutilizzando materiali di scarto. Abbiamo voluto dare un nome a tutte le best practices aziendali e a tutto quello che per noi è collegato alla sostenibilità, che è parte del nostro dna aziendale: LEI – Low Environmental Impact.

Il ruolo del consumatore nell’era della sostenibilità

Da quando la sostenibilità ha iniziato ad essere un valore aggiunto, diverse aziende hanno deciso di cavalcare questo trend spostandosi su packaging green. Ad oggi, però, creare imballaggi che rispettino l’ambiente non è più solo una tendenza, bensì una necessità per l’umanità e per il pianeta.

Inoltre, recenti ricerche dimostrano che il packaging sostenibile è tra i principali influencer delle decisioni d’acquisto. Circa l’80% dei consumatori, soprattutto nella generazione dei Millennials, si dichiara favorevole a spendere di più per acquistare da aziende che rispettino i principi di etica e sostenibilità ambientale.

In che modo il packaging design può aiutare a combattere il cambiamento climatico e gli sprechi?

L’intera packaging industry si è evoluta notevolmente negli ultimi vent’anni, poiché è stata posta una maggior attenzione alla facilità d’uso per il consumatore finale, al design e alla praticità.

Branding e stile, tempo fa, rappresentavano le uniche sfide per i designer di packaging, mentre ora sono entrati in gioco altri fattori come l’efficienza e il green. Possiamo quindi affermare con certezza che vi è una coscienza condivisa in tutta la filiera del mondo beverage: dai produttori ai designer, fino ad arrivare al cliente / consumatore.

Per le aziende specializzate in produzione di packaging, questo significa una maggior innovazione e un allontanamento dalle soluzioni “one size fits all”, per passare a imballaggi custom e studiati di volta in volta con e per il cliente. D’altra parte, questo significa maggior potenziale per i prodotti speciali e gli acquirenti potrebbero essere disposti a pagare di più per averli.

Ma in che modo i packaging designer potrebbero aiutare concretamente a combattere il cambiamento climatico e l’invasione dei rifiuti in plastica? Vediamolo insieme.

Considerare le ‘’R’’ del packaging design

Il packaging, almeno fino a poco tempo fa, si componeva per lo più di elementi poco sostenibili. Da qualche tempo, invece, ha preso il via il paradigma delle R della sostenibilità: un concetto di green-thinking che racchiude i nostri principi base in continua evoluzione: Reduce, Reuse e Recycle. L’obiettivo di tale teoria è quello di sensibilizzareprevenire gli sprechi e preservare le risorse naturali.

In Tapì, in questi ultimi anni, abbiamo sposato tale filosofia per apportare miglioramenti ai processi produttivi e per ideare nuovi tappi sostenibili capaci di permettere ai brand che li adottano di raccontare al meglio i propri valori.

Analizzare il reale ciclo di vita dei materiali per packaging

L’analisi del ciclo di vita del packaging è un problema sentito, poiché le diverse forme di imballaggio creano difficoltà nella valutazione del reale impatto ambientale.

Prendiamo, per esempio, una lattina di alluminio e confrontiamola con una bottiglietta di vetro. L’alluminio consuma più energia nella produzione iniziale, ma il riciclaggio è molto efficiente. Allo stesso tempo, il vetro consuma meno energia in produzione, ma il riciclaggio prevede la fusione del contenitore. Tuttavia, se la bottiglia viene solo lavata e riutilizzata, l’efficienza dal punto di vista energetico risulta essere maggiore rispetto al riciclaggio della lattina.

Prestare attenzione ai driver normativi

I fattori di regolamentazione rimangono di supporto e un certo numero di paesi sta promulgando, o ha emanato, protocolli che avranno impatto diretto o indiretto sulle scelte di packaging: dal riciclaggio alla riduzione della carbon footprint.

Tenendo a mente questi punti, tutti gli incentivi sono allineati per ottenere un maggior progresso in termini di diminuzione degli sprechi, di miglioramento della durata del prodotto e dell’esperienza del consumatore finale. In poche parole, meno rifiuti significa meno costi per i produttori e per l’ambiente.

 

In conclusione

Nel complesso, il settore del packaging sta vivendo un cambiamento molto positivo e i designer si stanno lanciando in sperimentazioni sempre più innovative per incontrare le esigenze di un mercato (e un mondo) in continua evoluzione.

Anche in Tapì siamo alla costante ricerca di nuove soluzioni sostenibili dedicate al mercato beverage premium e super premium. Vai alla sezione sostenibilità del nostro sito Web per saperne di più.

Con Claire Duacheux facciamo un viaggio intorno al mondo per scoprire le tendenze nel settore del beverage

tapigroup 10 Settembre 2020 0

Il mercato globale del beverage è cambiato molto negli ultimi anni. Sono cambianti i prodotti, come ad esempio la vodka, il cui consumo, dopo i successi passati, è ora in calo. Per contro, alcuni prodotti stanno avendo una crescita esponenziale delle vendite. Ne sono un esempio il gin, la tequila e altri spirit che hanno segnato vendite record, malgrado siano minacciati da pesanti tasse, come il cognac sotto l’Amministrazione Trump.

Whisky e bourbon stanno andando molto bene. Alcuni esperti hanno dichiarato che il secondo sarà probabilmente in forte ripresa il prossimo anno.

Queste statistiche sono tutte direttamente influenzate dalla millenaria preferenza per le distillerie artigianali e, in generale, dal consumo dei loro prodotti.

Si potrebbe dire che il desiderio generale di consumo di alcolici e liquori stia assumendo connotazioni diverse rispetto al passato, in particolare per i consumatori occidentali, che preferiscono prodotti ben fatti, preparati con materie prime di buona qualità e realizzati con metodi tradizionali o pseudotradizionali.

Oggi le distillerie artigianali sono riuscite a generare profitti da una quota di mercato detenuta finora dai giganti del mondo del beverage. Questa tendenza ha costretto tutti, grandi e piccoli, a ripensare non solo i propri prodotti, ma anche e soprattutto il packaging.

Oggi più che mai, il packaging deve essere in grado di comunicare la qualità e l’autenticità di un prodotto. Soprattutto nel mercato degli spirit, l’attenzione si è via via focalizzata sulla scelta della chiusura, che è passata dall’essere un dettaglio quasi inosservato ad un vero e proprio accessorio decorativo, parte integrante del packaging e sempre più fedele ai valori del marchio.

L’utilizzo del packaging e delle chiusure come un vero e proprio strumento di comunicazione è una tendenza più o meno costante in tutto il mondo. E per rispondere a questa nuova esigenza, noi di Tapì ci stiamo muovendo su più fronti.

Il Messico e gli Stati Uniti, ad esempio, sono mercati particolarmente strategici per noi. La tequila ha registrato un’impennata negli ultimi anni e anche il mondo del mezcal ha dimostrato
grandi potenzialità.

Gli Stati Uniti sono strategici per motivi diversi. Uno di questi è il successo delle distillerie bourbon
artigianali, perché, come già detto, quando si intraprende questo tipo di business è importante essere tempestivi nelle consegne e reattivi con i servizi locali.  

La Francia rimane un Paese chiave per il nostro business, grazie al cognac, che è un prodotto molto importante per noi, sia dal punto di vista dei ricavi che del posizionamento del Gruppo in questa specifica nicchia di mercato. Possiamo tuttavia vantare ottimi risultati anche con altri prodotti, come il whisky francese, il gin, il rum, la vodka e altri distillati, ma anche con i prodotti dell’industria dei profumi, dei cosmetici, dei condimenti e presto anche della birra artigianale.

Un altro mercato strategico del Gruppo è naturalmente la Scozia, che offre enormi opportunità di sviluppo per l’azienda nel suo complesso. Parallelamente continuiamo a lavorare con alcuni mercati tradizionali, come l’Italia, la Germania, la Spagna, la Gran Bretagna e l’America centrale e meridionale, dove seguiamo con attenzione il possibile boom della cachaça premium e super premium.

Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescita costante, in termini di produzione di alcolici, in Asia orientale e in India, il che spiega il nostro dinamismo per individuare nuovi potenziali clienti in queste aree.

Pensa globalmente, agisci localmente.

Questo è ciò che i nostri clienti ci chiedono sempre più spesso e questo slogan potrebbe essere usato per riassumere il mio ruolo di Global Strategic Account Manager.

Occorre globalizzarsi e mettere a punto un solido piano di emergenza, ma al contempo è necessario offrire un servizio locale, attento alle specificità dei diversi mercati.

Il mio lavoro implica una buona attitudine a negoziare con referenti di tutto il mondo, senza trascurare né sminuire i contatti locali, che sono fondamentali, sia come acquirenti, sia nello sviluppo del packaging. Ciò impone una certa diplomazia nei rapporti con i clienti e l’adozione di diverse modalità di lavoro.

I fusi orari, ad esempio, hanno un forte impatto nel mio lavoro, considerando dove vivono i miei clienti e inoltre mi trovo spesso in viaggio. È utile saper comunicare in varie lingue, oltre che nella mia lingua madre, il francese. Ovviamente l’inglese e anche l’italiano sono utili per le comunicazioni interne e con alcuni clienti chiave, così come, per gli stessi motivi, lo spagnolo. Non meno importante è la capacità di lavorare in team e di dialogare attorno a un tavolo assieme ai vari reparti aziendali, come la Direzione Generale, le Vendite, il Marketing, gli Acquisti, la Ricerca e Sviluppo, la Produzione, la Qualità, l’Amministrazione e così via.

Senza un lavoro di squadra è impensabile concludere un affare di 80 milioni di chiusure, anzi, direi impossibile. Questo, forse, è l’aspetto più interessante di questo nuovo ruolo.

Ho la fortuna di lavorare con dei colleghi fantastici, che hanno capacità incredibili. Sono convinta che un grande successo si assapori meglio se si ottiene grazie al lavoro di squadra.

Questo articolo è pubblicato sulla nostra
rivista cartacea TapInk.

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L’anima sostenibile di Tapì da oggi ha un nome: LEI

tapigroup 8 Settembre 2020 0

LEILow Environmental Impact – è l’acronimo che definisce in modo semplice la mission aziendale di Tapì: contribuire all’abbassamento dell’impatto ambientale, prendendoci quindi cura del nostro Pianeta.

LEI, inoltre, è inteso come personificazione di Madre Terra, colei che accudisce il mondo e che ci insegna a rispettare l’ambiente in cui viviamo. 

LEI nasce per dare un’identità chiara ai progetti, gamme di prodotto, tecnologie, processi produttivi e best practices aziendali che possiamo definire sostenibili, ovvero ideate e sviluppate per avere il minore impatto ambientale possibile.

Green design, trasparenza, soddisfazione del cliente e sostenibilità: questi i valori alla base della visione di Tapì per il presente e il futuro.

Da 20 anni ci impegniamo a garantire metodologie di produzione, filiere di approvvigionamento e processi di lavorazione dei materiali il più sostenibili possibile, adottando fonti di energia alternativa e rinnovabile e investendo costantemente in ricerca e innovazione. Oggi progettiamo e realizziamo chiusure sostenibili e dal basso impatto ambientale, in linea con le esigenze di green-design di nostri mercati di riferimento.

Tra queste possiamo menzionare NEOS, una tecnologia innovativa in grado di ridurre l’impronta di carbonio dei prodotti mediante l’utilizzo di bioplastiche provenienti da fonti rinnovabili, che ci dà modo di realizzare chiusure eco-sostenibili mantenendo inalterate le prestazioni tecniche.

E ancora, Abor: l’innovativo processo di produzione attraverso il quale realizziamo chiusure per il mondo spirits partendo dagli scarti di distillazione dei nostri stessi clienti, riutilizzando così delle materie prime che andrebbero altrimenti smaltite e creando un elemento di packaging in grado di raccontare la storia del prodotto che sigilla.

Sempre sul concetto del riutilizzo abbiamo lanciato anche T-Cask, un processo di recupero del legno delle botti dove vengono fatti maturare i prodotti, giunte al termine del loro ciclo di vita, che ci dà modo di realizzare delle chiusure craft e dall’animo green.

Abbiamo anche ideato un corretto riciclo dei componenti con Duo, una chiusura con testa e gambo disassemblabili manualmente, e posto le basi per una soluzione di chiusura ibrida, denominata Pure, proposta in alternativa alle comuni soluzioni in plastica o in sughero, e costituita invece dall’unione di bioplastiche generate da fonti rinnovabili – NEOS – e da micro granuli sterilizzati di sughero naturale, uniti senza l’utilizzo di collanti poliuretanici.

Questo e molto altro è LEI, una sorta di ritorno alle origini, dove il rispetto per gli elementi naturali e ambientali era alla base di qualsiasi azione compiuta dell’essere umano. E con la stessa ispirazione anche noi di Tapì lavoriamo oggi per un’organizzazione aziendale più sostenibile, con un’attenzione costante alle necessità e bisogni dei nostri dipendenti, collaboratori e clienti, con il fine di proporre delle soluzioni di prodotto e servizio in grado di soddisfare il nostro mercato, preservando allo stesso tempo il nostro Pianeta.

 

 

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